07 maggio 2020

Dall’illustrazione ai fumetti

Siamo arrivati al Quarto Episodio di questo nostro viaggio chiamato ContamiNation – Are You Design or Marketing Addicted?, un percorso che attraversa tutti gli aspetti della creatività. Partito a metà ottobre 2019 con Lorenzo Fanton, senior designer dell’agenzia di New York Pentagram, ContamiNation prosegue la sua programmazione fino al mese di giugno con Antonio Aricò, industrial designer.

In questi giorni abbiamo ascoltato Rita Petruccioli, illustratrice e fumettista romana che ci ha raccontato la sua storia e la sua passione per il disegno, accompagnandoci nel suo mondo fatto di immagini. Rita ha collaborato con varie agenzie pubblicitarie con il ruolo di illustratrice, poi ha lavorato in case editrici per ragazzi ed infine ha realizzato il suo obiettivo di diventare autrice unica di una graphic novel: Ti chiamo domani, edita da Bao Publishing nel 2019.

A dialogare con lei il nostro Emanuele Cappelli. La puntata è stata realizzata con il supporto del team creativo e del reparto di marketing dello studio Cappelli Identity Design. 

RIVIVI il quarto episodio delle nostre Live Session con Rita Petruccioli, illustratrice e fumettista.

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quarto episodio - Rita Petruccioli

Dall’illustrazione ai fumetti

Nell’Episodio Quattro di ContamiNation Rita Petruccioli, illustratrice e fumettista, racconta il suo percorso professionale e di vita che l’ha portatata a diventare da illustratrice di libri per ragazzi a autrice unica di graphic novel. Ascolta il podcast ora.

«L’illustrazione è un’immagine che conta e va a supporto di una storia». Rita Petruccioli inizia così il suo racconto e chiarisce subito che disegnare e lavorare con le immagini è per lei soprattutto una passione. «Ho iniziato a disegnare molto presto. L’interesse per questa disciplina è nata insieme a mio fratello; abbiamo coltivato entrambi questo interesse fin da piccoli per poi, da più grandi, decidere di iscriverci a una scuola di fumetto. Io però all’inizio sentivo che era più un suo spazio e così ho lasciato i fumetti per riprenderli molti anni dopo». 

Rita racconta che subito dopo gli studi ha iniziato a lavorare come illustratrice in alcune agenzie pubblicitarie: «il mio ruolo era quasi un di più, ma il mio lavoro in realtà era molto apprezzato. Mettevamo sempre tra le proposte per il cliente o in una gara anche una sezione sviluppata con le illustrazioni: arricchiva l’offerta. L’agenzia non era propriamente il mio ambiente e nemmeno quello che veramente volevo fare. Ma ho sempre avuto un ottimo rapporto con i colleghi. Ricordo in particolare, agli esordi della mia carriera, che con un ragazzo avevamo creato un rapporto quasi simbiotico da tipica coppia creativa di agenzia. Era il tempo dei videogiochi e siti web in Flash, io disegnavo le immagini e lui le animava. Ci siamo divertiti tantissimo».

Dopo l’esperienza in agenzia Rita Petruccioli ha iniziato a lavorare con le illustrazioni per l’editoria per ragazzi: ci racconta di aver scoperto, grazie a questa esperienza, un mondo interessantissimo. «È stato facile trovare il mio spazio in questo ambiente. Anche se esiste un luogo comune: l’editoria per ragazzi, si dice, sia un lavoro più adatto alle donne, ma questo è chiaramente uno stereotipo di genere da sfatare».

Da circa quattro anni ci confessa di essersi riavvicinata finalmente al suo primo grande amore: il fumetto. Alla domanda: «cosa sono per te i fumetti e in che modo differiscono dalle illustrazioni», Rita ci risponde che la differenza sostanziale risiede nel tempo. «Mentre l’illustrazione lo dilata, il fumetto lo frammenta. Le vignette fanno proprio questo, giocano di più con il tempo, mentre l’illustrazione no. Molti non ci pensano ma nel fumetto il tempo è scandito anche da un segno grafico specifico: lo spazio bianco. Quello che spesso vediamo tra le due vignette automaticamente lo leggiamo come il tempo che passa».

È inoltre fondamentale capire i diversi ambiti di applicazione: «i fumetti sono una forma di letteratura a tutti gli effetti, che si esprime attraverso testi e figure; c’è il baloon per le parole e le vignette per le immagini. Il fumetto ha una complessità di codici di lettura maggiore rispetto alle illustrazioni». Mentre parliamo della differenza tra i fumetti e le illustrazioni chiediamo a Rita quali siano i lati positivi e quelli negativi del lavoro del fumettista. Ci risponde che ci sono differenti sfumature: «il fumettista può essere autore unico e quindi produrre sia il testo che le immagini, oppure può essere solo lo sceneggiatore o solo il disegnatore». Se dovessimo trovare un limite al lavoro del fumettista, ci confessa, che questo potrebbe risiedere nel lavorare troppo in autonomia. «Ad esempio ho da poco finito di lavorare sul mio primo fumetto come autrice unica e il fatto di aver gestito tutto da sola è stato doppiamente faticoso, anche se molto più appagante artisticamente».

«Non saprei dirti se nasce prima l’immagine di un soggetto o la storia» risponde Rita mentre cerca di ripercorrere con la mente i rituali che la accompagnano quando lavora alla costruzione di un personaggio. «Per me viene prima la storia. Ma penso che ogni autore abbia una risposta diversa su questo. Io ho una deformazione professionale, diciamo, che deriva dall’essere illustratrice e quindi sono abituata soprattutto a analizzare e riconoscere il messaggio da veicolare prima di cominciare a disegnare. Conoscere la storia per me è fondamentale per disegnare un personaggio». 

Raccontare un personaggio nella narrativa vuole dire sapere immaginare il suo aspetto fisico, il comportamento, la sua storia, i suoi obiettivi e le sue passioni, stabilendo quali siano i conflitti da risolvere o non risolvere all’interno della trama. 

«Nel passaggio da illustratrice a fumettista ero molto sfiduciata, non sapevo se sarei stata in grado di scrivere da sola la storia e i personaggi, e invece mi sono sorpresa. Mi verrebbe da dire che un personaggio viene dal cuore ma nella realtà è un miscuglio di esigenze narrative e grafiche e si porta dietro l’influenza di tutte le persone che hai conosciuto, i film che hai visto, i fumetti che hai letto, le mostre che hai visitato. Per approfondire i personaggi mi aiuto spesso con delle registrazioni. Realizzo delle interviste e poi le riascolto, così ho traccia di un pensiero, opinioni e parole diverse dalle mie. Mi aiuta molto».

Draw This In Your Style è un tipo di iniziativa pubblica, chiamata “challenge”, molto frequente tra gli illustratori e gli street artist e viene utilizzata per raccogliere fondi e sensibilizzare su temi civili. Ogni artista è chiamato a ridisegnare un determinato personaggio utilizzando il proprio stile. Nasce su quest’onda l’azione artistica ideata da Rita Petruccioli a sostegno della raccolta fondi a favore della Casa delle Donne Lucha y Siesta, che si trova a Roma, nel quartiere Tuscolano, e che sta vivendo da anni una difficile situazione di sfratto.

Lucha y Siesta è un centro di accoglienza per donne che hanno subito violenza, è un luogo di autodeterminazione e di antisessismo, una realtà che lavora attraverso uno sportello psicologico, un consultorio, uno spazio per fare laboratori. 

La challenge lanciata da Rita è incentrata sulla figura della Luchadora, la combattente. Ci racconta che «partendo dalla Luchadora sono arrivate tantissime declinazioni e immagini di donne tutte differenti. È anche attraverso le diverse rappresentazioni che si combatte lo stereotipo di genere. Collaboro con Lucha y Siesta da circa sei anni anni, prima ci presentavo libri per ragazzi e ragazze. Ultimamente – ci racconta Rita – ho condotto un laboratorio, molto interessante dal punto di vista culturale e sociale, proprio sugli stereotipi di genere, che abbiamo analizzato attraverso il fumetto. Al laboratorio hanno preso parte ragazzi e ragazze tra i 17 e 25 anni e le donne ospiti della casa, è stata una bellissima esperienza. Purtroppo sembra che tutto questo non basti per far capire quanto siano importanti per la nostra comunità questi spazi ancora in grado di tirare fuori il meglio di noi».

Rita Petruccioli è una illustratrice e fumettista. Nasce a Roma dove studia, come illustratrice si forma all’Accademia di Belle Arti, specializzandosi poi a Parigi, all’Écolè Nationale Supérieure Des Arts Décoratifs. Le sue opere sono state esposte in Italia, Francia, Germania e Corea. Lavora come illustratrice e fumettista spaziando tra magazine, textile design, advertising, libri per bambini e fumetti.

Pubblica per Lavieri Edizioni, Mondadori, Laterza, Nuovafrontiera Junior, collabora con Ladybird, Auzou, ELI, Tunué, Piemme, Il Castoro, White Star, Smemoranda, Zanichelli. Con Inuit, Squame, Crisma e ChickenBroccoli. Nel 2019 esce con Bao Publishing Ti chiamo domani, il suo primo graphic novel come autrice unica.

ContamiNation

Raccontiamo la creatività da tutti i punti di vista con articoli di approfondimento e live session. Lasciati contaminare.

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