24 Ottobre 2019

Design: New York incontra roma

Abbiamo aperto la nuova sede romana del nostro studio Cappelli Identity Design all’Episodio Uno delle Live Session di ContamiNation – Are You Design or Marketing Addicted?.

Ospite Lorenzo Fanton, senior designer dello studio indipendente di branding Pentagram, di New York City, con il quale abbiamo parlato di Design partendo dalla sua esperienza personale più recente e arrivando agli inizi, quei primi passi che dalla metà degli anni 2000 lo hanno portato dall’Università IUAV di Venezia fino alle più prestigiose agenzie statunitensi, passando per l’Australia.

A dialogare con lui il nostro Emanuele Cappelli (creative director) mentre a raccogliere i contributi live per il Q&A giunti attraverso le nostre piattaforme social, Diego Fabi (digital strategist) dello studio Cappelli Identity Design.
«Sono tre anni che lavoro a Pentagram, sotto la leadership di Emily Oberman. Nei tre anni che sono passati, il team è cambiato parecchio, ma è abbastanza normale in un ambiente professionale come quello delle agenzie di design americane».

Inizia così il racconto di Lorenzo Fanton: dalla fine. Gli ultimi tre anni della sua vita e carriera a New York, nella storica agenzia Pentagram. Ed è proprio di Pentagram che ci parla, guidandoci con voce coinvolta, e con la sua proverbiale semplicità, alla scoperta di uno dei tempi del design contemporaneo.

Pentagram nasce nel 1972, grazie all’unione di cinque designer, architetti, figure professionali che si occupavano all’epoca di discipline differenti e con percorsi di formazione molto diversi. Il nome, Pentagram, è un’idea di Adam Fletcher, che nel periodo della fondazione dell’agenzia pare stesse leggendo un libro esoterico, e quindi ha preso l’ispirazione dal pentagramma.

«Una delle domande che ci fanno spesso è proprio: come mai il nome?», dice Lorenzo, dopo aver dunque assolto al compito di rito: svelarne la provenienza. Prosegue poi con una overview sull’organizzazione dell’agenzia, «la realtà di design indipendente più grande al mondo», con le sue quattro sedi (Londra, New York, Austin e Berlino) e i ventiquattro partner, posti tutti sullo stesso livello decisionale, senza un CEO o una figura dirigenziale che sia sopra di loro.
«Funziona praticamente come una cooperativa». Ognuno dei ventiquattro partner ha un piccolo team suo, all’interno del quale gestisce i progetti che arrivano. Il team può variare< dai tre/quattro fino ai quindici componenti. «Una flessibilità», racconta ancora Fanton «che ha permesso a Pentagram di lavorare per progetti tanto diversi tra loro».

La nuova sede di Pentagram è vicino a Union Square, suddivisa su due piani, gli ultimi due dell’edificio. Al piano superiore ci sono gli studi di meeting e le postazioni dei partner; c’è anche una sala comune dove tutti i dipendenti pranzano assieme almeno tre volte alla settimana.

Al piano inferiore lavorano i designer, quelli di oggi, eredi di una storia lunga quarantasette anni, fatta di incontri professionali, di successi, premi, clienti e brand di generi molto diversi che hanno scelto la creatività di Pentagram per crescere, cambiare identità o farsi notare.

Parliamo di loghi e identità di marchi ben noti, come Tiffany, American Express, la DC Comics, casa editrice e di produzione di titoli di fama planetaria come Superman, Spiderman e Batman. E ancora: Penguin Books, Windows, Leafs by Snoop (la compagnia di marijuana del rapper Snoop Dog), Wizarding World, Shake Shack, Netflix e tanti, tanti altri.

Lorenzo ha poi raccontato la vita nel suo team, una squadra di dodici persone (ci tiene a nominarli tutti: «Emily che ci fa da direttrice creativa, Tim, Laura, Lorenzo, Matt, Mira, Greg, Tom, Shira, Jase, Beatriz, Lisa e Zoe»). Un team in cui tre figure provengono da fuori gli States, e nel quale tutti portano un differente punto di vista, considerato una risorsa fondamentale per il lavoro, al pari di skills e competenze: un bagaglio di cultura, sensibilità, esperienze umane vissute che arricchiscono il team.
Il modus operandi in Pentagram è stato oggetto della parte centrale dell’intervento di Lorenzo Fanton: «anche nel nostro team, come per l’intera agenzia, l’approccio è non specializzarsi troppo in un campo d’azione, ma avere flessibilità grazie alle specializzazioni interne dei vari componenti, che possono andare appunto dal branding, come avvenuto nel nostro caso per Cote, che è un ristorante coreano-americano stellato Michelin, o per progetti come Rotten Tomatoes, che è un sito di review di film, come è in Italia MYmovies, fino al visual design e la motion graphic per una serie di altri marchi». Prosegue poi con la presentazione nel dettaglio dei progetti appena citati, di cui si è occupato il suo team, riavvolgendo infine il nastro sulla sua esperienza personale, raccontandoci di un ragazzo partito da Venezia per l’Australia, della residenza artistica vissuta in Fabrica, il centro ricerche del marchio Benetton, fino alle diverse collaborazioni newyorkesi tra cui Sagmeister e Collins, prima di approdare, appunto, in Pentagram.
Lorenzo Fanton è un graphic designer e art director che lavora stabilmente a New York City, con esperienza maturata in diversi ambiti, come Brand Identity, Editorial Design, Packaging e Digital Design. Lorenzo è conosciuto particolarmente per la sua capacità di produrre soluzioni di design eleganti, chiare ed efficaci su più piattaforme di comunicazione.

Negli ultimi tre anni è senior designer per l’agenzia indipendente Pentagram, contribuendo e guidando progetti come il rebrand di Rotten Tomatoes, l’identità di Ready Player One e la brand identity del marchio Cote. Precedentemente, sempre lavorando a New York City, Lorenzo è stato freelance per le agenzie Collins, Ogilvy & Mather, The Partners, Siegel and Gale, ed altre. Il suo spostamento a New York dall’Italia è datato alla fine del 2012, per la collaborazione con lo studio Sagmeister and Walsh.

Prima dell’esperienza statunitense, Lorenzo è stato art director a Sidney per la boutique creativa The Glue Society, vincitrice di diversi premi. Nel 2009, una fellowship artistica lo ha portato a Fabrica, il Centro di Ricerca e residenza artistica del brand italiano Benetton. Il primo passo della sua carriera è avvenuto sempre in Italia, come graphic designer nello Studio Camuffo, a seguito del conseguimento del BFA in Design all’Università IUAV di Venezia.

ContamiNation

ContamiNation è un progetto Cappelli Identity Design
dedicato allo sviluppo di una cultura del design
ed è una piattaforma di sperimentazione creativa.

ContamiNation

ContamiNation è un progetto Cappelli Identity Design dedicato allo sviluppo di una cultura del design ed è una piattaforma di sperimentazione creativa.

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ContamiNation è un progetto Cappelli Identity Design dedicato allo sviluppo di una cultura del design ed è una piattaforma di sperimentazione creativa.

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